sabato 19 giugno 2010

Agenda settimanale: 21-30 giugno 2010

AGENDA SETTIMANALE

21 - 30 GIUGNO 2010

* * *

Da lunedì 21 a venerdì 25 p. Roberto

è in ritiro con il vescovo e i preti

al santuario di san Gabriele



Venerdì 25

ore 18.30: Messa in chiesa p.le



Sabato 26

XIII DOMENICA DELL’ANNO C

ore 19.30: Messa in San Giorgio



DOMENICA 27

ore 9.00 e ore 19.30:

Messe in chiesa p.le

* * *

Martedì 29 - SS. PIETRO E PAOLO

ore 18.30: Messa in San Giorgio



Mercoledì 30, ore 21.00:

Condividiamo la Parola



Giovedì 1 Luglio

ore 18.30: Messa in chiesa p.le

Una comunità che celbra: la liturgia domenicale della XII domencia dell'anno C - 20 giugno 2010

SEGUIAMO GESÙ ED AVREMO LA VITA!



Con la domenica 12a del tempo ordinario C proseguiamo il cammino di formazione



sul vangelo accompagnati dall’evangelista Luca che ci insegna a diventare discepoli di


Gesù e a seguirlo nel suo «esodo» verso la città santa di Gerusalemme. Gesù è venuto


per andare a Gerusalemme perché la città di Dio svela la vera identità di chi dice di


credere. Ogni ebreo, ovunque si trovi, conclude sempre il rito di Pasqua e di Yom Kippùr,


ogni anno, con l’augurio «l’anno prossimo a Gerusalemme»: la città santa, prima di


essere un luogo geografico, è movimento del cuore, un atteggiamento spirituale che


prende coscienza del «dove» esistenziale che interroga la fede. Dovunque ognuno di


noi si trovi, deve domandarsi «Dove mi trovo?». In altre parole: quale è l’obiettivo della


vita, che cosa dirige e coordina l’esistenza?


Da quando Gesù è risorto, i cristiani non hanno più «luoghi» da venerare e coltivare


come indispensabili alla propria sopravvivenza; per noi è la «corporeità risorta» del Signore


il nuovo tempio che ci raduna in unità pur essendo in diaspora, perché possia -


mo visitare l'umanità del Signore ovunque facciamo esperienza della sua vita, condividendo


con gli altri il nostro «esodo» verso la città di Dio. Più noi siamo umani, umanizzati


e umanizzanti, più scopriamo la dimensione spirituale della nostra fede che ci


fa incontrare efficacemente Gesù risorto.


Il profeta Zaccaria, vissuto nel sec. VI a.C., indirizza il nostro guardo verso un futuro


che abbiamo già sperimentato: il discendente del casato di Davide, il Messia che egli


sogna, noi lo abbiamo visto e contemplato nel «trafitto» del monte Calvario che ha attirato


i nostri sguardi, come aveva previsto Isaia (cf. Is 53,2). Il profeta Zaccaria si ispira


ad Ezechiele, il profeta dell’esilio: il dono dello spirito di cui parla (Zc 12,10) è ispirato al


trapianto di cuore descritto da Ezechiele (cf. Ez 36,16-27)1. La novità di questo trapianto


riguarda il concetto di «conversione», che non è più una condizione previa per avere


il perdono di Dio, perché essa stessa è una iniziativa di Dio, gratuitamente concessa.


Non ci si converte perché ci decidiamo di convertirci, ma siamo convertiti perché Dio


si prende cura di noi e il suo Spirito ci apre al riconoscimento della sua azione e della


sua presenza2. La conversione è una nuova creazione con gli stessi elementi della prima:


acqua e spirito (cf. Gen 1,1-2). L’accenno al «trafitto» è una interpretazione della


Bibbia greca della LXX che così mette in relazione il misterioso mediatore di Zaccaria


con il personaggio altrettanto misterioso, il Servo Sofferente di YHWH, che simboleggia


in sé la sofferenza e il cammino di mediazione messianica del popolo di Israele (cf.


Is 52,13-53,12; Gv 19,37). Nella celebrazione dell’Eucaristia non facciamo altro che fissare


lo sguardo sul volto di Dio manifestato in Gesù, innalzato sulla croce e imparare


alla scuola della Parola a riconoscerlo e ad amarlo, lasciandoci amare.


Il salmo responsoriale è un anelito, un desiderio struggente: aurora, desiderio, terra


arida, acqua sono simboli dell’anima che cerca frastornata un punto di riferimento per


non smarrirsi come Davide seguito dal figlio Assalonne nel deserto di Giuda. Il salmista


si abbandona a Dio che elegge a suo scudo e protezione. Noi da parte nostra sperimentiamo


la forza del cibo e del vino che ci garantiscono la Shekinàh di Gesù Cristo


che con noi, radunati in assemblea, condivide la sua vita e il sui progetto di Regno.


1 A sua volta, Ez 36,25-27 è un richiamo di Ger 31,31-34.


2 Altre corrispondenze con Ezechiele: il lutto di Zc 12,10 è corrispondente al pentimento


di Ez 36,21 e la sorgente di cui in Zc 13,1 è equivalente all’aspersione di Ez


36,25.


Nella 2a lettura, Paolo raggiunge il vertice del suo «vangelo» che è lo sdoganamento


della fede in Gesù dal giudaismo: non è necessario diventare prima Ebrei per essere


Cristiani perché l’ebreo Gesù ha operato una rivoluzione, quando ha abbattuto il muro


di separazione che divideva Israele e i popoli (Ef 2,14) e ha spalancato le sue braccia


dal trono della croce sul mondo intero (Gal 3,28).


Ora entriamo con fiducia nel cuore di Dio e lasciamoci convertire dalla grazia dello


Spirito che ci abilita alla celebrazione del sacramento dell’amore che nutre la conversione


e ci manda nel mondo ad annunciare il nuovo volto di Dio che è la misericordia.
 
 
INVOCAZIONE PENITENZIALE




Signore, tu sei fonte di salvezza,

ma noi non abbiamo sete di te.

Signore, pietà!



Cristo, tu sei fonte di gioia, ma noi

abbiamo paura di seguirti fin alla croce.

Cristo, pietà!



Signore, tu sei fonte di vita, ma noi

non ci affidiamo liberamente a te.

Signore, pietà!



INNO DI LODE: Gloria a Dio…



PREGHIERA DELL’ASSEMBLEA



+ Fa’ di noi, o Padre, i fedeli discepoli di quella sapienza che ha il suo maestro e la sua cattedra nel Cristo innalzato sulla croce. Così impareremo a vincere le tentazioni e le paure che sorgono da noi e dal mondo, ed a camminare sulla via del calvario verso la vera vita.

Per Cristo, nostro Signore. Amen!



LITURGIA DELLA PAROLA



Dal libro del profeta Zaccaria

12,10...11; 13,1

Così dice il Signore: «In quel giorno io riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. In quel giorno grande sarà il lamento a Gerusalemme (…). In quel giorno vi sarà per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme una sorgente zampillante per lavare il peccato e l’impurità».

Parola di Dio.



Salmo responsoriale – 62



R./ Ha sete di te, Signore, l’anima mia.



1. Signore, sei tu il Dio

che io cerco fin dall’aurora,

ha sete di te l’anima mia,

sono come terra arida, assetata, senz’acqua.



2. Così nel santuario ti ho contemplato,

per conoscere la tua presenza

potente e gloriosa, il tuo amore

che vale più della vita.

Le mie labbra ti canteranno una lode!



3. Così ti benedirò per tutta la vita:

a mani alzate invocherò il tuo Nome

Come saziato dai cibi migliori,

così con canti di gioia ti loderà la mia bocca.



4. Di notte, da sveglio, penso a te

che sei diventato il mio aiuto.

Esulto di gioia al riparo delle tue ali.

Mi stringo a te con tutto me stesso:

la tua forte mano mi sostiene.



Dalla lettera di san Paolo apostolo

ai Gàlati 3,25-29



Fratelli e sorelle. Tutti voi siete figli di Dio perché avete creduto in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Lui vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.

Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa. Parola di Dio.



Alleluja, alleluja!

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono.

Alleluja!

+ Dal vangelo secondo Luca

9,18-24

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se

stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

Parola del Signore!



PROFESSIONE DI FEDE-SIMBOLO DEGLI APOSTOLI



Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.



LA PAROLA SI FA PREGHIERA



+ Fratelli e sorelle, a Cristo Gesù affidiamo la nostra preghiera con le intenzioni che più ci stanno a cuore.

R./ Attiraci a te, Gesù!



1. Come te Gesù, la tua chiesa sappia rinunciare alla tentazione del successo e del potere umano; ti preghiamo.



2. Come te Gesù, chi ha potere politico ed economico rispetti l’uguaglianza e i diritti tra gli essere umani; ti preghiamo.



3. Come te Gesù, Antonella e Francesco, sentano da oggi di appartenere sempre più alla tua famiglia; ti preghiamo.



4. Come te Gesù, i piccoli Christian, Martina e Riccardo che battezzati sono rivestiti di te, crescano da figli del Padre; ti preghiamo.



5. Come te Gesù, sappiamo trovare nella giornata momenti di ascolto della Parola di Dio e di preghiera; ti preghiamo



6. Come te Gesù, viviamo l’eucaristia donando noi stessi, nella ricerca sincera dell’unità e della pace, ti preghiamo.



DALLA PAROLA ALL’EUCARISTIA



+ Ti ringraziamo, o Dio nostro Padre, il tuo figlio Gesù accettando la croce, ha donato a noi la sua Vita di Figlio. Così ora anche noi possiamo offrire noi stessi con questo pane e vino, sorgente zampillante di Vita. Per Cristo... Amen!





LITURGIA EUCARISTICA



PREGHIERA EUCARISTICA - Acclamazioni



+ Prendete, e mangiate… per voi.

- E’ il Signore Gesù: si offre per noi!



+ Prendete, e bevetene… memoria di me.

- E’ il Signore Gesù: si offre per noi!



+ Mistero della fede!

Annunziamo la tu morte, Signore;

proclamiamo la tua risurrezione;

nell’attesa della tua venuta!



+ Celebrando… popolo sacerdotale.

- Noi ti ringraziamo, o Padre!



+ Ti preghiamo… un solo corpo.

- Un cuor solo, un’anima sola,

per la tua gloria, o Padre!



+ Ricòrdati… il popolo cristiano.

- Un cuor solo, un’anima sola,

per la tua gloria, o Padre!



+ Ricòrdati... la luce del tuo volto.

- Ricordati, o Padre!



+ Di noi tutti abbi misericordia…

canteremo la tua gloria. [mani alzate]



Per Cristo, con Cristo e in Cristo

a te, Dio Padre onnipotente,

nell’unità dello Spirito santo,

ogni onore e gloria

per tutti secoli dei secoli. Amen!

Alla comunione




“Chi vorrà salvare la propria vita,

la perderà; chi la perderà per me,

la salverà”.

UNA VITA SOLA: perderla o ritrovarla per sempre

"Chi vuole salvare la propria vita, la perderà,
ma chi perderà la propria vita per causa mia,
la salverà".



Leggendo questa Parola di Gesù vengono in rilievo due tipi di vita: la vita terrena che si costruisce in questo mondo, e la vita soprannaturale data da Dio, attraverso Gesù, vita che non finisce con la morte e che nessuno può togliere.

Di fronte all'esistenza, allora, si possono avere due atteggiamenti: o attaccarsi alla vita terrena, considerandola come l'unico bene, e saremo  portati a pensare a noi stessi, alle nostre cose, alle creature; ci chiuderemo nel nostro guscio, affermando solo il proprio io, e troveremo come conclusione alla fine, inevitabilmente, solo la morte. Oppure, diversamente, credendo che abbiamo ricevuto da Dio un'esistenza ben più profonda e autentica, avremo il coraggio di vivere in modo da meritare questo dono fino al punto di saper sacrificare la nostra vita terrena per l'altra.



"Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia,

la salverà".



Quando Gesù ha detto queste parole pensava al martirio. Noi, come ogni cristiano, dobbiamo essere pronti, per seguire il Maestro e rimanere fedeli al Vangelo, a perdere la nostra vita, morendo - se necessario - anche di morte violenta, e con la grazia di Dio ci sarà data con ciò la vera vita. Gesù per primo ha "perso la sua vita" e l'ha ottenuta glorificata. Egli ci ha preavvertito di non temere "quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima".

Oggi ci dice:

"Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia,

la salverà".



Se leggi attentamente il Vangelo, vedrai che Gesù torna su questo concetto per ben sei volte. Ciò sta a dimostrare che importanza esso abbia e in quale considerazione Gesù lo tenga.

Ma l'esortazione a perdere la propria vita non è per Gesù soltanto un invito a sostenere anche il martirio. E' una legge fondamentale della vita cristiana.

Occorre esser pronti a rinunciare a fare di se stessi l'ideale della vita, a rinunciare alla nostra indipendenza egoistica. Se vogliamo essere veri cristiani dobbiamo fare di Cristo il centro della nostra esistenza. E cosa Cristo vuole da noi? L'amore per gli altri. Se faremo nostro questo suo programma, avremo certamente perso noi stessi e trovato la vita.

E questo non vivere per sé, non è certamente, come qualcuno può pensare, un atteggiamento rinunciatario e passivo. L'impegno del cristiano è sempre assai grande e il suo senso di responsabilità è totale.



"Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia,

la salverà".



Fin da questa terra si può fare l'esperienza che nel dono di se stessi, nell'amore vissuto, cresce in noi la vita. Quando avremo speso la nostra giornata al servizio degli altri, quando avremo saputo trasformare il lavoro quotidiano, magari monotono e duro, in un gesto d'amore, proveremo la gioia di sentirci più realizzati.



"Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia,

la salverà".

Seguendo i comandi di Gesù, che sono tutti imperniati sull'amore, dopo questa breve esistenza troveremo anche quella eterna.


Ricordiamo quale sarà il giudizio di Gesù nell'ultimo giorno. Egli dirà a quelli che stanno alla sua destra: "Venite, benedetti... perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare...; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito..." .

Per farci partecipi dell'esistenza che non passa, guarderà unicamente se avremo amato il prossimo e riterrà fatto a sé quanto abbiamo fatto ad esso.

Come vivremo allora questa Parola?

Come perderemo sin da oggi la nostra vita per trovarla?

Preparandoci al grande e decisivo esame per il quale siamo nati.

Guardiamoci attorno e riempiamo la giornata di atti di amore. Cristo si presenta a noi nei nostri figli, nella moglie, nel marito, nei compagni di lavoro, di partito, di svago, ecc. Facciamo del bene a tutti.

E non dimentichiamo quelli di cui veniamo a conoscenza ogni giorno sui giornali o attraverso amici o per mezzo della televisione... Facciamo per tutti qualcosa, secondo le nostre possibilità. E quando quelle ci sembrassero esaurite, potremo ancora pregare per loro. E' amore che vale!



Chiara Lubich

sabato 12 giugno 2010

Approfondiamo la parola domenicale

PAROLA CHE SI FA VITA
Alcuni brani biblici a commento della Parola domenicale:
ci aiutano ad accoglierla come avvenimento di salvezza nella nostra vita.

Romani 5,1-11 Dio ci ama quando siamo peccatori e ci colma del suo amore.

Isaìa 54,4.14 e Efesini 5,25-27 Cristo ci ama, purificandoci con la sua Parola.

Romani 8,31-39 Chi ci condannerà?!

1Giovanni 3,16-20; 4,7-18 Amiamo: così saremo sicuri, nella verità
e il nostro cuore non ci rimprovererà più nulla.

Salmo 26 - Il tuo volto cerco, Signore.

Salmo 29 - Hai mutato il mio lutto in gioia!

Salmo 64 - Tu perdoni i nostri peccati.








Agenda settimanale. 14 - 20 giugno 2010

AGENDA SETTIMANALE
14 - 27 GIUGNO 2010
* * *
Lunedì 14, ore 19.00: Messa in Paglieroni

Martedì 15, ore 18.30: Messa in S. Giorgio

Mercoledì 16, ore 21.00: Condividiamo la Parola

Giovedì 17, ore 18.30: Messa in chiesa p.le

Venerdì 18
ore 21.00: Consiglio pastorale p.le
Verifica dell’anno e Programmazione
Sabato 19
XII DOMENICA DELL’ANNO C
ore 17.30: Battesimo di
CRISTIAN IACOB e MARTINA D’ARISTOTILE

ore 18.30: Messa in chiesa p.le

DOMENICA 20

ore 9.00: Messa a San Giorgio
ore 11.00: Messa in chiesa p.le
e prima comunione di

ANTONELLA ALFONSO
e FRANCESCO CUNIBERTI

Battesimo di RICCARDO CUNIBERTI

* * *

Da DOMENICA 27 GIUGNO
a DOMENICA 29 AGOSTO
entra in vigore l’orario estivo delle Messe domenicali:
ore 9.00 e 19.30
nella chiesa parrocchiale.
Sabato, alle ore 19.30: in San Giorgio.

La Liturgia domenicale: XI Anno C: 13 giugno 2010

FIDATI DI GESU’:
DIO TI AMA IMMENSAMENTE!

Riprendiamo il ciclo domenicale del tempo ordinario, sospeso con l’inizio della Quaresima,



con la lettura continua del vangelo di Luca. L'ascolto di questo vangelo ci presenta


il suo progetto teologico che ruota attorno all’idea di «viaggio» verso Gerusalemme,


che ha in Gesù il valore di «esodo» (cf. Lc 9,31), quasi un paradigma della salvezza


cui tutto il mondo è destinato. Tutto il vangelo è un affresco sul cammino che


Gesù compie dal nord della Palestina, dalla Galilea, al sud, nella Giudea. Scopo di quest'esodo


è attraversare la fede e l’incredulità di Israele e giungere nella città santa di


Dio, Gerusalemme: qui si compirà il suo destino e, con quello di Gesù,il destino di Dio


e dell’uomo, nella Pasqua i cui convergono insieme storia umana e salvezza divina.


Il vangelo di Lc potrebbe essere considerato una piccola biblioteca, apparentemente


disordinata, con molteplici chiavi di lettura. Se un lettore legge di seguito tutto il vangelo


segnando con un colore tutti i passi in cui Gesù o altri pregano, si troverà tra le


mani il «vangelo della preghiera», illustrato da personaggi, atteggiamenti, disposizioni,


ecc.; se colora con un diverso colore i passi in cui Gesù si rapporta, parla, tratta con


donne, avrà il «vangelo delle donne»; se, invece, colora i passi dove si parla di miseri -


cordia e perdono, avrà il «vangelo della misericordia» oppure «della gioia», ecc.


La liturgia di oggi, nel suo complesso, ci presenta tre affreschi: due (1a lettura e vangelo)


hanno come protagoniste due donne, vittime di un sistema maschile che dopo averle


sfruttate, usandole e asservendole, le condanna in nome di un perbenismo sociale e religioso


di facciata. Il profeta Nàtan nella 1a lettura e Gesù nel vangelo svelano invece la


radice del male, pur se con una differenza: Nàtan, infatti, non considera la donna, che


resta una vittima di un sopruso di potere, ma si preoccupa di ristabilire l’ordine etico


davanti al re e nel contempo la dignità dello stesso re e della sua dinastia; Gesù, al contrario,


opera la sua «scelta preferenziale per i poveri» e sta dalla parte della donna, che


non condanna e per la quale ha addirittura parole di elogio, riconoscendole la missione


profetica quando, per tre volte, la pone in contrapposizione al fariseo Simone (vv.


44.45.46). Si rende visibile il capovolgimento che Maria aveva cantato nel suo Magnificat:


«ha rovesciato i potenti dai troni / ha innalzato gli umili» (cf. Lc 1,52). Dal canto


suo, Paolo porta alle estreme conseguenze il rapporto tra l’agire e le motivazioni. Osservare


con scrupolo le regole della religione non significa essere religiosi, perché il


comportamento da solo, staccato dalle ragioni del cuore e della fede, è un guscio vuoto


pieno di illusioni. Spesso e volentieri si confonde la religiosità come sinonimo di


fede, mentre non sempre agli atteggiamenti religiosi ostentati o semplicemente esteriori


corrisponde una disposizione di fede. La fede esige una relazione esistenziale effettiva,


coinvolgente, dinamica e profonda. Per Paolo bisogna «con-sperimentare» la vita e


le scelte della persona a cui ci si lega: inventa il termine «con-crocifisso» (v. 20), quasi a


dire che l’amore non si può servire del vocabolario comune perché il suo linguaggio,


come quello della fede, ha bisogno di nuovi strumenti per comunicare la pienezza che


hanno in sé. La religione dei Farisei non è più sufficiente, ora occorre la fede dimessa


e quasi timida della prostituta anonima per incontrare il Signore, piangere sui suoi piedi


e asciugarli con i capelli della nostra gratitudine. In fondo lo aveva già detto ai suoi


discepoli: se non vi convertite dalla vostra religione di facciata, le prostitute e i peccatori


vi precederanno nel regno dei cieli (cf. Mt 21,31). Entriamo nel mistero dell’Eucaristia,


abisso di perdono che ci rigenera a vita nuova.


INVOCAZIONE PENITENZIALE




Signore, anche a noi dici: Ti perdono molto, poiché molto ami.
Signore, pietà!

Cristo, anche a noi dici: La tua fede ti ha salvato, va’ in pace.
Cristo, pietà!

Signore, anche a noi dici: Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori.
Signore, pietà!

INNO DI LODE: Gloria a Dio…

PREGHIERA DELL’ASSEMBLEA

+ O Padre, che non ti stanchi mai di essere misericordioso con noi, rendici capaci di corrispondere al tuo amore, perché comunichiamo a tutti il tuo Vangelo di riconciliazione e di pace. Per il nostro Signore… Amen!



LITURGIA DELLA PAROLA



Dal secondo libro di Samuele

12,7...13

Il profeta Nàtan disse ancora al re Davide: «Così dice il Signore, Dio d'Israele: Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro. Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai preso in moglie la moglie di Uria l'Hittìta, e lo hai fatto uccidere (…). Allora Davide disse a Nàtan: «Ho peccato contro il Signore!».
Nàtan rispose a Davide: «Il Signore ha perdonato il tuo peccato».

Parola di Dio.



Salmo responsoriale – 31

R./ Misericordias Domini, in aeternum cantabo!

1. Beato chi è perdonato dal suo peccato
e liberato dalla sua colpa.
Beato, perché Dio non gli imputa il male
e libera il suo cuore dalla menzogna.

2. «Signore, ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore:
“Confesserò al Signore le mie colpe”
e tu hai tolto la malizia del mio peccato.



3. Tu sei il mio rifugio,
mi preservi dal pericolo,
mi travolgi di esultanza quando mi salvi».
Il Signore sia la vostra gioia.
Rallegratevi ed esultate!



Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 2, 16...21

Fratelli e sorelle. Abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo, così da essere riaccolti da Dio perché crediamo in Lui e non perché osserviamo la Legge mosaica; dalla Legge non verrà mai giustificato nessuno. Per questa Legge io sono morto (…) ma in realtà io vivo per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa Vita, che vivo nella mia natura umana, io la vivo perché credo nel Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. Non voglio annullare il gratuito amore di Dio: se Dio ci accogliesse come suoi in forza della Legge mosaica, Cristo sarebbe morto invano.
Parola di Dio.



Alleluja, alleluja!
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per il perdono dei nostri peccati.
Alleluja!



+ Dal vangelo secondo Luca

7.36-50

Quel giorno, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.

Ed ecco una donna, una prostituta di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.

Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è e che genere di donna è colei che lo tocca: è una prostituta!». Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli: «Di' pure, Maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non hai unto di olio il mio capo, lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».

Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?».

Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

Parola del Signore.



PROFESSIONE DI FEDE-SIMBOLO DEGLI APOSTOLI
Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.



LA PAROLA SI FA PREGHIERA



+ Fratelli e sorelle, l’amore di Cristo ci seduce e conquista, affinché anche noi diventiamo capaci di amare.

A Lui ci rivolgiamo con fiducia:

R./ Rinnovaci con il tuo amore!



1. Rinnova la Chiesa, affinché accolga nel tuo amore chi non si sente amato e perdonato in quanto fragile; ti preghiamo.



2. Rinnova costantemente tra i popoli il diritto e la tolleranza, nella difesa di ogni essere umano; ti preghiamo.



3. Rinnova nella nostra società il senso del bene comune, basato sulla giustizia e sulla condivisione; ti preghiamo.



4 Rinnova in queste ragazze e ragazzi il dono del Battesimo che oggi giunge a pienezza con la comunione al tuo Corpo e Sangue; ti preghiamo.



5. Rinnova in ciascuno di noi il desiderio di un nuovo slancio spirituale, vincendo tutto ciò che ci condiziona nella vita quotidiana; ti preghiamo.



6. Rinnova in questa nostra assemblea l’esperienza del tuo amore senza limiti: che continui ad ardere in noi e con ogni persona che incontriamo; ti preghiamo.



DALLA PAROLA ALL’EUCARISTIA



+ Ti ringraziamo, o Dio nostro Padre, nel tuo Figlio Gesù il perdono supera infinitamente il pentimento! Portiamo pane e vino e tu ci doni più ti quanto possiamo aspettarci dalla tua bontà: siano per noi sorgente di unità e di pace.

Per Cristo, nostro Signore. Amen!

LITURGIA EUCARISTICA




PREGHIERA EUCARISTICA - Acclamazioni

+ Prendete, e mangiate… per voi.
- E’ il Signore Gesù: si offre per noi!


+ Prendete, e bevetene… memoria di me.
- E’ il Signore Gesù: si offre per noi!



+ Mistero della fede!

Annunziamo la tu morte, Signore;
proclamiamo la tua risurrezione;
nell’attesa della tua venuta!



+ Celebrando… popolo sacerdotale.
- Noi ti ringraziamo, o Padre!



+ Ti preghiamo… un solo corpo.
- Un cuor solo, un’anima sola, per la tua gloria, o Padre!

+ Ricòrdati… il popolo cristiano.
- Un cuor solo, un’anima sola, per la tua gloria, o Padre!

+ Ricòrdati... la luce del tuo volto.
- Ricordati, o Padre!

+ Di noi tutti abbi misericordia… canteremo la tua gloria.

[mani alzate]



Per Cristo, con Cristo e in Cristo a te, Dio Padre onnipotente,

nell’unità dello Spirito santo, ogni onore e gloria per tutti secoli dei secoli. Amen!



Alla comunione

“Molto ti è perdonato, poiché molto hai amato; va’ in pace perché hai amato”.

"Il punto" prima dell'estate

Sempre
in cammino...

Siamo ormai alla metà di giugno e con la chiusura delle scuole anche la vita della comunità parrocchiale cambia ritmo. E’ il momento della verifica del nostro Progetto Pastorale Parrocchiale, giunto al suo secondo anno nella tappa: Una comunità che celebra e prega Cristo risorto, Speranza che ci fa vivere.

Il nostro Consiglio Pastorale (che si riunirà venerdì 18 p.v.) avrà il compito di verificare l’attuazione di quanto ci siamo proposti per quest’anno 2009-2010 nell’ambito della liturgia e della preghiera comunitaria e di fare il punto sul cammino che ci siamo proposti rileggendo le “Note pastorali” che i nostri Vescovi ci hanno dettato dal 2007 (pp.1-2 del PPP).

Ci prepareremo così a stendere le linee guida per il prossimo 2010-2011: Una comunità che vive e testimonia la CARITA’.

Un altro ambito sottoposto a verifica è quello della CATECHESI, in particolare dell’Iniziazione Cristiana dei nostri bambini e ragazzi: è davvero un “cantiere aperto”!

Ce ne rendiamo conto confrontandoci anche con il percorso di tutta la chiesa italiana, a 40 anni dal Documento Base sul rinnovamento della catechesi in Italia.

Una traccia ha aiutato i catechisti a verificare la coerenza del loro impegno alla luce del nostro Progetto Catechistico che sarà nuovamente rivisto per il prossimo anno. E’ un servizio entusiasmante e faticoso perché richiede fedeltà e creatività per tutto l’anno. Questo comporta il fatto che siamo sempre alla ricerca di nuovi catechisti e di una formazione continua per gli attuali.

Il Signore risorto ci accompagna nel nostro cammino: non siamo soli!

E’ Lui la nostra Speranza!

p. Roberto G.