lunedì 15 novembre 2010

Approfondiamo la parola domenicale: 14 novembre 2010

PAROLA CHE SI FA VITA

Alcuni brani biblici a commento della Parola domenicale:
ci aiutano ad accoglierla come avvenimento di salvezza nella nostra vita.

L’amore rimane fino alla fine.

1Corinti 13,8-13 Isaia 8,11-23 Marco 13,24-27
Niente paura; siamo figli!

Romani 8,14-25. 31-39 Apocalisse 5,1-9, 6, 1-2. 9-11

Figli di Dio: passati da morte a vita.
Matteo 28,1-10

Puoi pregare:

Salmo 75 - Dio salva chi sta in basso.

Salmo 93 - Fai giustizia e mostrati!

Salmo 95 - Giudica il mondo con giustizia.

Una comunità che celebra la Liturgia domenicale. 14 novembre 2010 - Domenica 33 dell'anno C

IL RITORNO DI GESÙ, PRINCIPIO E FINE DI TUTTO
La liturgia di questa penultima domenica del tempo ordinario C non è di immediata



comprensione, perché presuppone la conoscenza del contesto giudaico e dei movimenti


culturali e religiosi che vanno dal sec. II a. C. alla prima metà del sec. I d. C. Abbiamo


già detto a più riprese che l’orizzonte culturale e religioso di questo periodo è


l’escatologia, cioè la riflessione filosofico-religiosa che riguarda le «cose ultime» (gr.


èskata). Questa prospettiva finale è vista come un evento grandioso, al tempo stesso di


terrore e di gioia, perché svela la realtà intima degli esseri umani e realizza finalmente


l’instaurazione del Regno di Dio. Questa visione al tempo di Gesù veniva descritta in


forme culturali e categorie di pensiero che vanno sotto il nome di apocalittica e riguarda


la fine del mondo. Il termine proviene dal greco apokalýpsis e significa letteralmente «rivelazione,


manifestazione»; essa risponde alla domanda: «Come finirà il mondo?» e questo


«come» è descritto con lo schema di una guerra, un cataclisma titanico che vedrà


apporsi il bene e il male, i figli della luce contro i figli delle tenebre. A questo appuntamento


bisogna prepararsi in tempo, scegliendo il campo in cui stare. Il movimento


apocalittico era molto fervente al tempo di Gesù, perché era il tempo dell’arrivo del


Messia, il tempo del compimento che sarebbe coinciso con la fine di tutto l'ordine sociale,


la restaurazione di Israele e il raduno finale di tutti i popoli sul colle di Sion. Per


avere un saggio di tale contesto, si potrebbe leggere il «Rotolo della Guerra dei figli della


luce contro i figli delle tenebre, ritrovato tra gli scritti della comunità di Qumran.


Lo scenario di questo appuntamento è descritto in una forma letteraria mutuata dalla


rivelazioni bibliche: terremoti, lampi, tuoni, guerre, sconvolgimenti, malattie. Questa


descrizione non può e non deve essere presa alla lettera perché è un genere letterario


comune a tutti i popoli del Medio Oriente dell’epoca. Oggi Gesù non parlerebbe così,


ma userebbe le categorie e le immagini prese in prestito dalla realtà attuale: globalizzazione,


crisi ecologica, migrazioni dei popoli, etc. Proviamo pertanto ad andare più a


fondo e comprendere il messaggio della liturgia di oggi che non vuole assolutamente


spaventarci, ma rassicurarci sul nostro futuro.


La 1a lettura riprende il tema del giorno di fuoco o giorno di YHWH che è tipica della predicazione


profetica (Mal 3,2; cf. Is 10,16-17; 65,5; Ger 17,27; Am 1,17; 5,18; Sof 1,18;


3,8; Zc 12,16). L’espressione «sole di giustizia» proviene dalla mitologia fenicia che dedicava


un intero mese, corrispondente al nostro mese di ottobre, al sole, considerato e


venerato come un «dio»: da ciò si desume che forse l’autunno era considerato il tempo


della fine. Dopo il diluvio, Dio si era impegnato con Noè a non distruggere più la terra


attraverso l’acqua (Gen 9,12-17): è logico, quindi, che i profeti pensino al giudizio


come fuoco per la sua doppia caratteristica: distruttiva e purificatrice. Il NT cercherà


di spiritualizzare il giorno di YHWH, accentuando il carattere purificatore del fuoco (At


2,1-4; 3,11; 1Cor 3,13). Nessuno è autorizzato a vedervi immagini dell’inferno o del


purgatorio perché il fuoco è solo un’immagine descrittiva dell’intervento di Dio.


La seconda lettera ai Tessalonicesi termina con l’appello di Paolo al lavoro come fonte di libertà.


Ingannati da una falsa attesa della fine del mondo, i cristiani di Tessalonica si abbandonano


all’ozio perché pensano che la fine è vicina; nell’attesa, sfruttano la


generosità degli altri (cf. anche 1Ts 4,10; 5,14). Con costoro non bisogna avere alcuna


relazione: nessuno li deve aiutare per non essere complici dello sfruttamento. Anche


nel dare aiuto bisogna avere un discernimento per distinguere i poveri dai profittatori.


Paolo invita costoro a convertirsi e a riprendere il lavoro, presentando se stesso come


modello: l’apostolo ha sempre lavorato con le sue mani per non essere di peso ad alcuno


e per dare l’esempio, perché il lavoro gli garantiva la libertà di ministero, escludendo


ogni apparenza di lucro o di interesse (v. 9; cf. 1Cor 9,12-18; 2Cor 11,7; 12,13). Nel


contesto del mondo greco che disprezzava il lavoro, considerato un’attività da schiavi,


è una bella rivoluzione: il lavoro diventa la fonte della libertà e della dignità dell’apostolo.


Il vangelo descrive una situazione di decadenza e di confusione, dove tutti cercheranno


di approfittare di tutti, senza ritegno. Vi sarà un fiorire di «messia» e ognuno dirà di


avere l’esclusiva di Dio. La fine del mondo è mutuata dalle categorie culturali e lettera -


rie del profeta Daniele che annuncia guerre e cataclismi prima dell’arrivo del Regno di


Dio (Dn 2,28). Mt descrive la scena secondo il genere apocalittico giudaico alla luce del


Messia davidico che inaugura il Regno finale di Dio (cf. 24,4-13); Lc invece sfuma la


questione dei falsi messia perché è un argomento che tocca marginalmente i Greci,


mentre è una questione fondamentale per gli Ebrei. Allo stesso modo non parla del -


l’immagine apocalittica della fine perché i suoi uditori sono estranei alla mentalità


ebraica. Dobbiamo stare attenti ad incarnare la Parola di Dio, che è unica, nel contesto


in cui viene annunciata, utilizzando parole e segni «significativi» per la generazione che


ascolta. Invochiamo lo Spirito Santo perché ci apra la mente e il cuore a sapere discer -


nere il modo di parlare agli uomini e alle donne del nostro tempo.

INVOCAZIONI PENITENZIALI

Maestro, tu ci sei vicino, ma noi non annunciamo la tua presenza.
Signore, pietà!

Cristo risorto, tu vieni sempre tra noi, ma noi non perseveriamo nell’attesa.
Cristo, pietà!

Signore Gesù, tornerai per stabilire la tua giustizia, ma noi non la desideriamo.
Signore, pietà!

INNO DI LODE: Gloria a Dio…

PREGHIERA DELL’ASSEMBLEA - COLLETTA
+ O Padre, principio e fine di tutto, tu raduni l’intera umanità nel Tempio vivo che è il tuo Figlio. Fa’ che, attraverso le vicende liete e tristi dell’esistenza, siamo forti nella speranza della tua presenza e certi che, perseverando nella prova, possederemo la Vita vera.
Per il nostro Signore… Amen!

LITURGIA DELLA PAROLA

Dal libro del profeta Malachìa 3,19-20

Io, il Signore dell’universo, affermo: «Ecco, sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà, fino a non lasciare loro né radice né germoglio. Per voi, che mi riconoscete come Signore, sorgerà come sole con raggi benefici la mia giustizia ». Parola di Dio!

Salmo responsoriale - 97

R./ Il Signore giudicherà il mondo con giustizia.

Laudate Dominum...omnes gentes. Alleluja!


1. Cantate inni al Signore con la cetra,

con melodie d’arpa e di tromba;

al suono del corno acclamate

davanti al re, il Signore.

2. Frema il mare e quanto contiene,

il mondo e i suoi abitanti.

I fiumi battano le mani,

esultino insieme le montagne.

3. Esultino davanti al Signore che viene:

egli viene a giudicare la terra.

Giudicherà il mondo con giustizia

e i popoli con rettitudine.



Dalla seconda lettera di s. Paolo apostolo ai Tessalonicési 3,7-12

Fratelli e sorelle. Sapete in che modo dovete prenderci a modelli: noi infatti non siamo stati oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione. A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità.
Parola di Dio!

Alleluja, alleluja!

Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Alleluja!

+ Dal vangelo secondo Luca 21,5-19

[In quei giorni, mentre Gesù insegnava nel Tempio e proclamava il lieto annuncio], alcuni parlavano delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano.

Gesù disse loro: «Verranno giorni nei quali, di tutto quello che vedete, non resterà pietra su pietra che non sarà demolita». Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno, quando starà per accadere?». Rispose: «Fate attenzione a non lasciarvi ingannare. Molti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è vicino"; non seguiteli! Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono accadere queste cose, ma non è subito la fine».

Poi diceva loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi nel cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome.

Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore!

PROFESSIONE DI FEDE-SIMBOLO DEGLI APOSTOLI

Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
+ Fratelli e sorelle, nell’attesa del giorno del Signore, uniamo i nostri cuori e le nostre voci in una preghiera unanime e fiduciosa: R./ Facci vivere nel tuo amore.

1. Padre, tu ci raccogli nella comunione della tua Chiesa, custodiscila e: facci vivere nel tuo amore.

2. Padre, aiutaci a valorizzare il tempo presente: facci vivere nel tuo amore.

3. Figlio del Dio vivente, tu conosci le nostre prove e la nostra povertà: facci vivere del tuo amore.

4. Figlio del Dio vivente, risveglia nella nostra vita un desiderio di pace e di giustizia: facci vivere del tuo amore.

5. Spirito santo, rendici sensibili ai problemi e ai progetti di chi lavora la nostra terra: facci vivere del tuo amore.

6. Spirito santo, donaci la gratitudine per i frutti della terra nel mistero di questa Eucaristia: facci vivere del tuo amore.

DALLA PAROLA ALL’EUCARISTIA
+ Ti ringraziamo, Padre per il tuo figlio Gesù Cristo, sole di giustizia e speranza di tutti i popoli. Attraverso il suo Spirito, tu ci doni i beni del mondo futuro misticamente significati nel pane e vino che ti presentiamo, già inizio per noi della nuova creazione in Cristo… Amen!

LITURGIA EUCARISTICA

PREGHIERA EUCARISTICA - Acclamazioni

+ Prendete, e mangiate… per voi.

- E’ il Signore Gesù: si offre per noi!

+ Prendete, e bevetene… memoria di me.

- E’ il Signore Gesù: si offre per noi!

+ Mistero della fede!
Annunciamo la tua morte, Signore; proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta!

ALLA COMUNIONE
“Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita” - dice il Signore.

Giornata del Ringraziamento: 14 novembre 2010

"Tu apri la tua mano e sazi il desiderio di ogni vivente".
Messaggio per la Giornata del Ringraziamento

E’ un’occasione sempre preziosa per esprimere riconoscenza a quanti operano nel mondo rurale e ci procurano il nutrimento quotidiano mediante un lavoro impegnativo e spesso faticoso. (…) è anche un’occasione importante di riflessione sui problemi che il mondo rurale sta vivendo, acuiti dal protrarsi degli effetti di una crisi economica e finanziaria di portata mondiale.

Tutti abbiamo toccato con mano i pericoli in una finanza disgiunta da un’economia di produzione reale. Siamo anche consapevoli della fragilità di un sistema economico che, per sostenersi, ha bisogno di accrescere a dismisura i consumi di massa. È sempre più difficile il corretto bilanciamento fra la salvaguardia dell’ambiente e la necessità di assicurare posti di lavoro alle nuove generazioni.

A partire da questi semplici spunti, ci è chiesto di riflettere su come l’agricoltura italiana, nelle differenti situazioni che la caratterizzano, possa raccogliere e affrontare la sfida imposta dalla globalizzazione. Puntando sulla multifunzionalità, cioè sulla sua capacità come settore primario di dare luogo a produzioni congiunte, la nostra agricoltura dovrà essere in grado di creare un nuovo modello di sviluppo, capace di rispondere adeguatamente alle attese del Paese.

È fondamentale che anche il lavoro agricolo e rurale si caratterizzi per una rinnovata e chiara consapevolezza etica, all’altezza delle sfide sempre più complesse del tempo presente. In questa linea, sarà importante impegnarsi nell’educazione dei consumatori. Questo legame relazionale, da basare sulla fiducia reciproca, costituisce una grande risorsa: sempre più il consumatore è chiamato a interagire con il produttore, perché la qualità diventi prevalente rispetto alla quantità.

Si tratta di diffondere comportamenti etici che facciano emergere la dimensione sociale dell’agricoltura, fondata su valori perenni, da sempre fecondi, quali “la ricerca della qualità del cibo, l’accoglienza, la solidarietà, la condivisione della fatica nel lavoro”. Troveranno così spazio di dignità tutti coloro che lavorano nel mondo rurale, in particolare i braccianti, soprattutto se provengono dall’estero, spesso ancora vittime dello sfruttamento e dell’emarginazione. Ognuno deve sentirsi accolto, rispettato e valorizzato. In tal modo il mondo agricolo sarà palestra di integrazione sociale e leva preziosa di crescita economica, quale premessa e condizione del progresso sociale.

In questo tempo di crisi, un segnale positivo è rappresentato dal ritorno all’impresa agricola di giovani laureati, che sentono questo lavoro come una “vocazione”, che dona loro dignità e piena valorizzazione. A noi la gioia di saperli accogliere, sostenendoli con motivazioni etiche, in grado di sostenerli nel tempo.
Essenziale sarà, in questa linea, l’azione delle aggregazioni laicali e delle organizzazioni di settore di ispirazione cristiana, senza le quali il fermento del Vangelo difficilmente raggiunge in maniera efficace gli snodi della vita quotidiana e penetra gli ambienti più fortemente segnati dal processo di secolarizzazione.


Un ulteriore segno di speranza è rappresentato dalle cooperative agricole. Sono un dono grande per la costruzione di un modello economico ispirato ai principi etici.

Il pluralismo delle forme d’impresa costituisce, infatti, un elemento imprescindibile per uno sviluppo equilibrato. Al suo interno, la forma cooperativistica, per la sua struttura a rete, sa reggere meglio di altre gli effetti di una crisi anche prolungata.

Spetta a noi rilanciare in alto tali motivazioni, puntando alla formazione dei giovani, dentro il solco della scelta educativa, che la Chiesa in Italia ha coraggiosamente deciso di fare propria in questo decennio. Lo sguardo al Pane del cielo dia fecondità al nostro impegno per il pane della terra: senza cielo non si può vivere, mentre con il cielo le nostre terre diventeranno un giardino.

sabato 6 novembre 2010

Approfondiamo con la Sacra Scrittura la Parola domenicale: 7 novembre 2010

PAROLA CHE SI FA VITA

Alcuni brani biblici a commento della Parola domenicale:
ci aiutano ad accoglierla come avvenimento di salvezza nella nostra vita.

Risorti in Cristo: 1Corinti 15,12-19. 31-51*
Romani 4,17...18...24   Sapienza 2,1-24

Io faccio nuovo tutto!
Ezechiele 37,1-14     Apocalisse 21,1-5

Figli di Dio: passati da morte a vita.
1Giovanni 3,1-14

Puoi pregare:
Salmo 103 - Rinnova la faccia del mondo.
Salmo 114 - Davanti a Dio, tra i viventi.

AGENDA SETTIMANALE. 8 - 14 NOVEMBRE 2010

AGENDA SETTIMANALE 8 - 14 NOVEMBRE 2010
* * *

Lunedì 8, ore 21.00. Messa in Paglieroni
Martedì 9, ore 18.30: Messa in S. Giorgio

Mercoledì 10, ore 18.30: Incontro genitori dell’I.C.
ore 21.00: Condividiamo la Parola

Giovedì 11, ore 18.30: Messa in chiesa p.le

Venerdì 12, ore 18.00 - In chiesa p.le:
Convegno celebrativo dei 50 anni
della morte di P. FELICE GNAGNARELLA

Sabato 13
ore 15.30: Gruppo Nazareth
XXXIII DOMENICA DELL’ANNO C
ore 18.30: Messa in chiesa p.le
DOMENICA 14
ore 9.00: Messa in S. Giorgio
ore 11.00: Messa in chiesa p.le

ore 16.00 - Sala Convegni com.le:
Aggiornamento diocesano della Settimana Sociale

 * * *

Consiglio Pastorale Parrocchiale

Martedì 16 novembre alle ore 21.00
in casa parrocchiale si riunisce il nostro CPP con il seguente Odg:

1. Preghiera introduttiva sulla Liturgia dom.le
2. Visione degli Atti del Convegno diocesano 2010
3. Il programma pastorale 2010-2011: “Condividiamo la Speranza, testimoniando la Carità”.
4. L’Avvento 2010
5. Varie ed eventuali

* * *
MESE MISSIONARIO 2010:
 “spezzare PANE per tutti i popoli”
Durante la Giornata Missionaria Mondiale del 24 ottobre,
abbiamo raccolto nelle buste € 310,00; la vendita dei dolci ha fruttato € 255,00.
Abbiamo così consegnato all’Ufficio Missionario diocesano € 600,00.

* * *
Suffragi di Carità

Durante le nostre visite al Cimitero abbiamo raccolto € 937,00
che serviranno ai nostri interventi caritativi per pagare affitti,
bollette di enel e metano, generi alimentari
a famiglie in precarie condizioni conomiche.
Non si tratta di semplice beneficenza
ma di un’attenzione comunitaria
che nasce dal’accogliere l’annuncio del Vangelo
e dal celebrare insieme l’amore di Dio!







Una Comunità che celebra la Liturgia domenicale: 7 novembre 2010 - XXXII dell'Anno C

IL NOSTRO DIO... DIO DELLA VITA


INVOCAZIONI PENITENZIALI

Figlio del Padre, tu sei il vero cammino verso la Vita, rinnovaci!
Signore, pietà!
Cristo risorto, crocifisso nel tuo corpo e vivente nello Spirito, consolaci!
Cristo, pietà!

Signore Gesù, principio di tutto e fine della storia, sii misericordioso con tutti!
Signore, pietà!

INNO DI LODE: Gloria a Dio…

PREGHIERA DELL’ASSEMBLEA - COLLETTA
+ O Padre, fonte di vita e principio di risurrezione, in te anche chi muore vive. Fa' che la Parola del tuo Figlio, seminata nella nostra esistenza, germogli e fruttifichi in noi. Così, operando il bene, siamo confermati nella speranza di partecipare della tua gloria.
Per il nostro Signore… Amen!

LITURGIA DELLA PAROLA
Dal secondo libro dei Maccabèi
7,1-2.9-14
In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re Antioco, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. Il primo di essi, facendosi interprete di tutti, disse al re: «Che cosa cerchi di indagare o sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi paterne». E il secondo, giunto all'ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il Re del mondo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna». Dopo torturarono il terzo che, con coraggio, disse dignitosamente: «Da Dio ho queste membra e da lui spero di riaverle di nuovo». Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «E' bello morire a causa degli uomini, per attendere da Dio l'adempimento delle speranze di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te o re, la risurrezione non sarà per la vita».
Parola di Dio!

Salmo responsoriale - 16

R./ Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Bonum est confidere in Domino.Bonum sperare in Domino!

1. Accogli, Signore, la causa del giusto,
sii attento al mio grido.
Ascolta la mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno.

2. Sulle tue vie tieni saldi i miei passi
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta;
prestami attenzione e ascolta la mia voce.

3. Proteggimi all'ombra delle tue ali;
io per la giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua presenza.


Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi
2,16-3,5

Fratelli e sorelle. Lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio nostro Padre che ci ha amati e ci ha donato, per suo gratuito amore, una consolazione eterna e una buona speranza, vi confortino nel cuore e vi confermino nell’agire e nel parlare bene. Per il resto, fratelli, pregate per me, perché la parola del Signore si diffonda e sia accolta con amore anche tra voi; e siamo liberati da chi è corrotto e malvagio. Infatti non tutti arrivano a credere. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno. Il Signore mi da questa fiducia in voi: che, quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. Il Signore vi guidi con il cuore all'amore di Dio e alla pazienza che Cristo dona.
Parola di Dio!

Alleluja, alleluja!
Gesù Cristo è il primogenito dei morti:a  lui la gloria e la potenza per sempre.
Alleluja!

+ Dal vangelo secondo Luca
20, 27-38

Mentre Gesù predicava nel Tempio, si avvicinarono a lui alcuni sadducèi, i quali negano la risurrezione, e gli domandarono: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello (Deut 25,5-6). C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «Nella vita terrena uomini e donne si sposano; ma quelli che nella vita futura sono giudicati degni della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono come angeli e sono figli di Dio poiché sono risorti. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè, quando al roveto ardente, dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe (Esodo 3,6). Dio non è dei morti, ma dei vivi; infatti tutti vivono per lui».
Parola del Signore!

PROFESSIONE DI FEDE-SIMBOLO DEGLI APOSTOLI
Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA

+ Fratelli e sorelle. Accogliamo con amore la Parola del Signore: sia per noi fonte di speranza che ci sostiene e ci dona vita. Rivolgiamo al Padre le nostre suppliche:
R./ Padre della Vita, ascoltaci!

1. Padre, fa’ che la tua Chiesa annunci con franchezza la resurrezione del tuo Figlio, speranza per tutti di vita eterna.

2. Padre, dona ad ogni essere umano la fiducia in te che solo puoi dare la vita vera, anche dopo la morte.

3. Padre, concedi a chi crede in te di testimoniare l’amore vissuto da Gesù, che vince il male, più forte della morte.

4. Padre, sostieni con la forza del tuo Spirito i cristiani perseguitati nella loro testimonianza d’amore fino al sangue.

5. Padre, donaci di celebrare e di vivere questa Eucaristia come anticipo della nostra risurrezione in Cristo.

DALLA PAROLA ALL’EUCARISTIA
+ Ti ringraziamo, o Padre, nel tuo Figlio Gesù ci ha donato il tuo Spirito, fonte in noi di Vita e di Risurrezione. Donaci di essere nel mondo testimoni della Speranza di vivere per sempre in Cristo, nostro Signore. Amen.

LITURGIA EUCARISTICA

PREGHIERA EUCARISTICA - Acclamazioni
+ Prendete, e mangiate… per voi.
- E’ il Signore Gesù: si offre per noi!
+ Prendete, e bevetene… memoria di me.
- E’ il Signore Gesù: si offre per noi!
+ Mistero della fede!
Annunciamo la tua morte, Signore; proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta!

ALLA COMUNIONE
“Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi, perché tutti vivono in lui”.

Anno Pastorale 2010 - 2011

CONDIVIDIAMO LA SPERANZA
TESTIMONIANDO LA CARITÀ

“...e quando distribuissi tutte le mie risorse per nutrire i poveri;
e quando dessi il mio corpo ad essere arso,
ma non amo: niente mi giova!” (1Corinzi 13,19-20).

Dall’amore reciproco tutti riconosceranno
che siamo discepoli di Gesù.

Dal nutrimento del Vangelo nasce in noi l’urgenza ad aprirci,
a non pensare solo a noi stessi
e ai problemi nostri o della nostra famiglia.

Piccoli gesti di carità,
come la raccolta di generi alimentari
non risolvono i problemi di nessuno,
ma impediscono al nostro cuore di indurirsi
e di inaridirsi, preoccupandoci solo
delle nostre necessità o dei bisogni superflui
che la società nella quale viviamo
ci induce con ogni mezzo a soddisfare.

Il gruppo caritativo
Ha anzitutto il compito di tener viva
nella comunità questa urgenza evangelica.
A questo scopo organizza la raccolta
e la distribuzione di generi alimentari
alle famiglie indigenti, le varie vendite,
le visite ai malati, agli anziani
e alle persone sole...
L’ascolto è il primo e fondamentale gesto di carità!


MINISTERI:

Ministri straordinari della Comunione:
Olga Gargarella, Patrizia Cicchetti,
Nella Barbarossa, Antonio Valentini,
Anna Maria Bianco, Ennio Vezzani.

Caritas parrocchiale

COORDINAMENTO:

Commissione caritativa:
Barbara Gargarella, Emidio Pasquini, Gianni Scoccimarra,
Laura De Grandis, Luciana Acciavatta, Maria Giuliani,
Maria Pasquini, Maria Vinciguerra,
Marisa Verì, Marta Massimini,
Maria Rita Amabili, Rosa Giancristofaro.

La commissione caritativa
ha anche lo scopo di tenere
contatti con la Caritas diocesana
e con altri organismi umanitari,
in particolare con gli operatori
sociali presenti sul territorio
e operanti nell’amministrazione pubblica.

“La Chiesa deve mostrare il suo volto originale:
essere una famiglia aperta a tutti”.
Nota CEI, 2007