sabato 21 marzo 2009

Cristiani: discepoli di Gesù con san Paolo - Catechesi parrocchiale per gli adulti sulla Lettera ai Galati - Anno paolino 2008-2009

INTRODUZIONE ALLA LETTERA DI PAOLO
APOSTOLO DI GESU' CRISTO
ALLE CHIESE DELLA GALAZIA
I Galati
Erano tribù di Celti che abitavano tra il Danubio e l’Adriatico. Una parte di esse, al comando di Brenno, nel 279 a.C. invase la Macedonia e si spinse verso la Grecia. Due tribù di essi riuscirono a passare l’Ellesponto, giunsero in Asia minore e si stanziarono nella regione centrale dell’attuale Turchia sugli altipiani situati intorno ad Ancira (Ankara). I Galati conservarono a lungo la loro lingua celtica e le loro usanze nazionali. Anche al tempo di san Girolamo nella regione si parlava il celtico (Prol. II in ep. ad Gal 3).

Paolo e i Galati
Gli Atti degli Apostoli riferiscono che Paolo è passato attraverso la “regione galata” due volte, tra il 50 e il 52 (in 16,6 e 18, 23). In Galati 4,13, Paolo scrive di aver annunciato il Vangelo ai Galati in seguito a una malattia che, durante il “secondo viaggio missionario” lo ha fermato da loro per qualche tempo. Questa lettera fu scritta probabilmente verso la fine dell’anno (54) 57 in Macedonia (Efeso?), durante il suo “terzo viaggio missionario”.
Diversamente dal testo della lettera, che probabilmente venne dettata da Paolo a uno scriba, l’epilogo, che ne ribadisce i contenuti principali, sembra sia stato scritto da Paolo di suo pugno (6, 11).

Il Vangelo annunciato ai Galati
Paolo trovò molti disposti a credere in Gesù annunciato come il Salvatore, promesso al popolo di Israele (4,4), per tutti gli uomini, senza distinzioni. Probabilmente, dopo la partenza di Paolo, “alcuni intrusi”, predicatori ebrei confondevano i Galati affermando la necessità di aderire prima all’ebraismo.
In tutta la lettera l’apostolo polemizza con questi "alcuni" per indicare sia il loro numero esiguo, sia la disistima che Paolo nutre per loro: non meritano neppure di essere chiamati per nome. Tuttavia lo scritto non è indirizzato a loro, ma alle comunità cristiane della Galazia dal lui fondate, anche se ma non sono identificabili con assoluta precisione.
Le idee che “alcuni” diffondevano, le desumiamo dalle stesse argomentazioni dell’apostolo: probabilmente costoro replicavano all’annuncio evangelico dell’apostolo sull’essenza del Vangelo, attaccando anche la persona di Paolo (non sarebbe un vero apostolo perché non dei gruppo dei Dodici) e influenzando così notevolmente e pericolosamente i cristiani della Galazia. Il rischio era anche quello di ridurre il cristianesimo a una filiazione dell’ebraismo.
Si tratta forse di ebrei convertiti, che predicavano una stretta osservanza delle leggi di Mosè e dei rituali ebraici, diminuendo o addirittura vanificando l’importanza della fede in Cristo come principio fondamentale della salvezza.
Per contrastare queste dottrine, Paolo si presenta anzitutto come “apostolo di Gesù Cristo” (cc. 1-2); afferma con forza che tutti possono salvarsi solo se credono in Gesù, il Cristo (cc.3-4); che l’uomo, perché amato in modo gratuito da Dio, ha lo Spirito di Cristo risorto e quindi può agire in modo nuovo, da figlio di Dio (cc.4-5).
Non sono quindi le opere (azioni – comportamenti rituali) che vengono dall’osservanza della Legge mosaica (capp. 3-5) a salvare.
La lettera ai Galati è stata fonte continua di ispirazione per i teologi cristiani, soprattutto per l’esposizione paolina della dottrina della fede. Viene spesso definita la “Magna Charta” della libertà cristiana, poiché in essa Paolo sviluppò la sua dottrina dell’indipendenza del cristianesimo dall’ebraismo e dell’efficacia della salvezza ottenuta attraverso Cristo. La lettera ha anche valore storico per le informazioni autobiografiche contenute nei primi due capitoli.

Una proposta di piano (Daniel Attinger)

Anziché dividere la lettera in tre sezioni, come si fa spesso (praticamente 1-2: parte storica e apologetica; 3-4: argomentazione dottrinale; e 5-6: parenesi), proporrei una suddivisione un po’ più elaborata che si presenta così:

Introduzione: Indirizzo e saluto, e prima apostrofe
(1,1-10)
IL GRANDE TEMA:
Paolo ha ricevuto l’Evangelo per rivelazione
(1,11-12).
Esso dà luogo a 4 sviluppi:
I - Sviluppo autobiografico:
La rivelazione – l’incontro a Gerusalemme
l’incidente di Antiochia
(1,13-2,21)

Questo sviluppo è seguito da tre altri che si fermano
sul contenuto dell’Evangelo; ciascuno di essi è
introdotto da un’apostrofe assai virulente contro
i Galati
(3,1-5; 4,8-11 e 5,13-15; cf. 1,6-10)

II - L’Evangelo e la Legge:
Nel regime della fede la benedizione di Abramo
raggiunge le genti
la Legge non abolisce la promessa – ruolo della Legge
e fine della Legge
(3,1-4,7).
III - Figli della promessa secondo Isacco:
Istinti materni di Paolo – Agar e Sara e i loro figli –
No alla circoncisione!
(4,8-5,12).
IV - La vita nuova o il regime della Libertà:
Incompatibilità tra “carne” e Spirito – La condotta
degli “spirituali”
(5,13-6,10).
Postscriptum (6,11-18).

Cristiani: discepoli di Gesù con san Paolo - Catechesi parrocchiale per gli adulti sulla Lettera ai Galati - Anno paolino 2008-2009

NUOVO CALENDARIO CATECHESI

20 marzo 2009: don Carmine Miccoli
Il Vangelo della Libertà.

22 aprile 2009: Carlo Paciocco
Il Vangelo dello Spirito – La gratuità.

21 maggio 2009: don Leo Rosa
Il Vangelo della Vita nuova.

18 giugno 2009:
Il Vangelo della comunione in comunità.

Cristiani: discepoli di Gesù con san Paolo - Catechesi parrocchiale per gli adulti sulla Lettera ai Galati - Anno paolino 2008-2009

Il Vangelo di Paolo: Gesù Cristo, il Crocifisso Risorto.

febbraio 2009: p. Roberto Geroldi

Riprendiamo la Lettera ai Galati

1,1-3 Paolo è un apostolo, “mandato” da Gesù Cristo e da Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti.
1,4 Gesù Cristo è colui che ha sacrificato se stesso per liberarci dai nostri peccati e per strapparci da questo mondo malvagio.
1,11-12 Paolo annuncia un messaggio di salvezza (= il Vangelo) che non segue un modello umano “Nessun uomo me l'ha trasmesso o insegnato! È Gesù Cristo che me l'ha rivelato”.

Il Vangelo

La parola greca eu – anghélion significa buona/bella/lieta – notizia/messaggio.
La troviamo già utilizzata dal profeta Isaia (40,9; 52,7: 61.1): “l’annunzio di buone notizie” a Gerusalemme e a tutto il popolo di Israele esiliato in Babilonia: il Signore viene, avanza, come un pastore (40,10-11)].
Solo dopo il I secolo viene utilizzata per indicare i racconti che ci parlano di Gesù e della sua vicenda terrena (Matteo – Marco – Luca – Giovanni), ma sono gli apostoli che già lo proclamano in Gerusalemme e a tutto il popolo. Il V. degli apostoli è contenuto nella loro predicazione i primi giorni dopo la passione-morte di Gesù: ”Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso” (Atti 2.36; 3.13-15; 4.10-11).
L’annuncio della risurrezione di Gesù costituisce la nuova e bella notizia che porta gioia a tutti perché Dio ha compiuto in Gesù tutte le promesse dei profeti: è l’Inviato di Dio!
Ben presto i cristiani capiscono che tutta la vicenda di Gesù, tutto quello che lui ha compiuto e detto sono il Vangelo di Dio. Non solo, Gesù stesso è il Vangelo di Dio che Egli proclama (Marco 1.14s; Matteo 4.23; 9.35; Ebrei 4.2)
Per Paolo il V. è rivolto a tutti (Galati 2.7s; Romani 16.25) e lui si sente scelto (Galati 1.12,15) e mandato proprio per questo (Efesini 3.7) e ciò costituisce “un obbligo” (1Corinzi 9.16) tanto da predicarlo in ogni maniera (9.19s), soprattutto ai pagani (Galati 1,16; Romani 1,1).
Il V. di Paolo (Romani 16,25; 2Corinzi 4,3) si concentra soprattutto nell’annuncio della morte e risurrezione di Gesù (1Corinzi 15.1-11; Romani 1,1; 5,6-11); da questa predicazione dipende la fede di chi lo ascolta perché comunica la salvezza (Galati 2.16-17; 3.1-2): l’amore gratuito di Dio donato da Dio per mezzo di Cristo (1.6) a tutti, dovunque l’uomo si trovi.
Di fronte al V. l’uomo è chiamato ad una risposta da cui dipende il suo destino.

Il Vangelo annunziato da Paolo

“E’ Gesù Cristo che mi ha rivelato il Vangelo della salvezza che io annunzio!”
Quest’affermazione (Gal 1,12) racchiude l’originalità apostolica di Paolo: non è stato testimone oculare della vicenda di Gesù (primo requisito apostolico Atti 1,21-22) ma lo ha incontrato e conosciuto “direttamente”, per un suo intervento nella propria esistenza (Atti 9,1-19a; 22,3-21; 26,2-23).
Per Paolo, quindi, consegna del V. da predicare, da trasmettere e incontro con Cristo sono la stessa esperienza. Il V. che Paolo ha “ricevuto” e che “trasmette” è la sua stessa esperienza “pasquale” di Cristo.

Leggiamo insieme 1Corinzi 15, 1-11 e vediamo le analogie con Galati.
v.1. Il Vangelo è annunziato da Paolo e ricevuto dai Corinzi
v. 3a. Paolo trasmette ciò che ha lui stesso ricevuto

“Nessun uomo me l'ha trasmesso o insegnato! È Gesù Cristo che me l'ha rivelato”.
(Galati 1.12)
v.3b-5 Paolo ripete lo schema tradizionale del kerygma (l’annuncio pasquale che ritroviamo anche in Atti): - Cristo morì per i nostri peccati
secondo le Scritture (Atti 2,2s)
- fu sepolto
- ed è risorto il terzo giorno
secondo le Scritture (Matteo 28,10+; Luca 24,34s)
- e apparve a Cefa e quindi ai Dodici
“Cristo e la sua morte in croce vi sono stati annunziati
con la massima chiarezza!” (Galati 3,1 = al vivo – CEI)

L’esperienza pasquale di Paolo

“Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto” (1Corinzi 15,8)
Interessante è che Paolo racchiuda nel kerygma anche le apparizioni come momento diretto di un’esperienza del Signore da parte dei discepoli che invera tutta la loro precedente conoscenza di Gesù.
Per annunciare/predicare/trasmettere/insegnare il V. non basta aver conosciuto Gesù nella sua vicenda terrena è fondamentale sperimentarlo risorto.
Paolo accenna a due modalità: le apparizioni ai singoli e al gruppo dei discepoli in Gerusalemme di cui ci danno attestazione anche i vangeli e la sua personale che avviene fuori della città, per via, con gli stessi connotati delle guarigioni operate dagli apostoli dopo la pasqua (Atti 3,1ss.).
Sarà la lettura lucana in Atti, comunque è un percorso battesimale-pasquale altamente simbolico:
- la caduta

- una luce dall’alto
- una voce
- la cecità
- tre giorni di buio
- l’intervento della comunità
- la “nuova” vista
- la testimonianza

“…come ad un aborto”
Immagine cruda ma molto efficace! Abortito da chi?... dalla Legge mosaica e quindi nato, in realtà “come morto”; nato fuori tempo, ma tenuto in vita dalla gratuita misericordia di Dio; da persecutore ad apostolo…
Il linguaggio rende perfettamente l’esperienza “traumatica”, nella sua carne, della morte-sepoltura e risurrezione del Signore che qui P. formalizza nel suo V. ma che costituirà la base di tutta la sua teologia pasquale e battesimale (Romani 6.3-11). Paolo annuncia e insegna ciò che ha capito per sua esperienza diretta, nella sua stessa persona.

1. 15-16 “Dio decise (=si compiacque) di rivelarmi suo Figlio
perché lo facessi conoscere ai pagani”.

La vita nuova di Paolo è Cristo stesso

2. 18-21 19 “In realtà per me non c'è vita nella pratica della Legge.
Essa non mi riguarda più: ora vivo per Dio.
Sono stato crocifisso con Cristo.
20 Non son più io che vivo: è Cristo che vive in me.
La vita che ora vivo in questo mondo la vivo per la fede nel Figlio di Dio che mi ha amato e volle morire per me.
21 Io non rendo inutile la grazia di Dio.
Ma se fosse vero che siamo salvati perché osserviamo le norme
della Legge, allora Cristo sarebbe morto per niente.

Anche qui ritorna su un’esperienza personale e sull’intervento gratuito (=grazia) da parte di Dio che lo aveva amato-chiamato.
Appaiono qui i termini ricorrenti del vocabolario paolino: fede e grazia che troviamo tematizzati a lungo e in profondità nella lettera ai Romani.

2.16.1.1 “Noi sappiamo che Dio salva l'uomo non perché questi osserva le pratiche della Legge di Mosè ma perché crede in Gesù Cristo. E noi abbiamo creduto in Gesù Cristo, per essere salvati da Dio per mezzo della fede in Cristo, e non per mezzo delle opere comandate dalla Legge. Nessuno infatti sarà salvato perché osserva la Legge”.

Sappiamo bene che il motivo ricorrente della lettera ai Galati è il rapporto tra Legge mosaica e Fede in Cristo… non entriamo in questa argomentazione; ci interessa invece sottolineare il rapporto tra gratuità e fiducia.
Prima che tematizzarlo ed esporlo, Paolo lo ha vissuto!

3. 2-5 “Una cosa vorrei sapere da voi: Dio vi ha forse dato il suo Spirito
perché avete ubbidito alla Legge, o non piuttosto perché avete ascoltato la parola della fede? 3 Siete proprio così sciocchi? Avete incominciato a vivere
con lo Spirito di Dio e ora volete andare avanti con sforzi umani?
4 Avete dunque fatto invano tante esperienze? È impossibile!
5 Dio vi dà lo Spirito e opera miracoli in mezzo a voi, perché avete ubbidito alla Legge o perché avete ascoltato il messaggio della fede?”

Nella sua argomentazione Paolo racchiude nella Legge l’impossibilità di salvarsi, anche compiendo le sue prescrizioni e quindi è una maledizione.
3. 13b Solo la Fede in Cristo può salvare l’uomo e liberarlo dalla Legge con tutte le sue conseguenze, perché “Cristo ha preso su di sé la maledizione della Legge (=si è fatto lui stesso maledizione) [con la croce].

3.26-29 26 Voi tutti siete figli di Dio per mezzo di Gesù Cristo, perché credete in lui.
27 Con il battesimo infatti siete stati uniti a Cristo, e siete stati rivestiti di lui come di un abito nuovo.
28 Non ha più alcuna importanza l'essere Ebreo o pagano, schiavo o libero, uomo o donna, perché uniti a Gesù Cristo siete diventati un sol uomo.
29 E se appartenete a Cristo, siete discendenti di Abramo: ricevete l'eredità che Dio ha promesso.

L’esperienza di apostolo che annunzia il Vangelo: un dare la vita!

4.13-14 13 Vi ricordate la prima volta, quando vi annunziai la parola di Cristo (=il Vangelo)? Ero malato. 14 La mia malattia fu per voi una vera prova.
Ma non mi avete disprezzato né cacciato via. Anzi!
Mi accoglieste come un angelo di Dio, come Gesù Cristo stesso!
19 Figli miei, per voi io soffro di nuovo i dolori del parto, finché non sarà chiaro che Cristo è in mezzo a voi (=che Cristo sia formato in voi).
20 In questo momento vorrei essere tra voi e potervi parlare con un tono di voce diverso. Non so più che fare per voi!

Per un approfondimento personale e di gruppo

Suggerirei di rileggere questi appunti con calma, soprattutto di leggere sulla Bibbia i passi di san Paolo qui riportati.
Annotiamoci qualche parola che ci colpisce, quale riflessione nostra o domanda. Facciamo questo con calma, non una sola volta. Quando siamo stanchi sospendiamo e riprenderemo in seguito.
Possono essere utili alcune tracce:
- Il Vangelo è un messaggio di salvezza e di gioia per me! Lo ascolto, lo leggo, lo vivo così? Quando mi è capitato di fare quest’esperienza?
- Il mio incontro con Cristo. Ho chiaro in me quando è avvenuto?
Cosa ha lasciato nella mia esistenza? E oggi…?
- “Cristo mi ha amato e a dato se stesso per me”. E’ la mia esperienza quotidiana, oppure la croce e risurrezione di Gesù mi vengono in mente solo in quaresima o a pasqua?
- “Vi annunziai la parola di Cristo”. Sento l’esigenza di annunziare il Vangelo?
Come lo faccio o potrei farlo?

venerdì 20 marzo 2009

24 MARZO 2009 - GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO IN MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI

In catene per Cristo... liberi di amare.


Nel giorno che ricorda l'uccisione di Mons. Oscar Arnulfo Romero, il 24 marzo del 1980, la Chiesa Italiana si ritrova per celebrare una giornata di preghiera e digiuno facendo memoria dei missionari martiri e di quanti ogni anno sono stati uccisi solo perché incatenati a Cristo.
La ferialità della loro fede fa di questi testimoni delle persone a noi vicine, modelli accessibili, facilmente imitabili.
L’Apostolo Paolo sarà messo in catene, senza perdere mai la libertà di amare e di annunciare con le parole e con i fatti la forza e la gioia del Vangelo. Nei suoi scritti Paolo più volte rivendica di avere patito in varie forme sofferenze per Cristo e nello stesso tempo di avere patito anche per la sua “preoccupazione per tutte le Chiese”, per le quali invocava dal Signore con una sofferenza quasi fisica il dono della fedeltà al Vangelo ricevuto.
L’anno 2008 appena trascorso consegna alla storia della Chiesa un altro lungo elenco di sofferenze, di uccisioni, di assurdità, di diritti negati anche ai cristiani e spesso proprio a causa della loro appartenenza religiosa. Pensiamo agli eventi dell’India, della Nigeria, della Somalia, dell'Iraq, del Darfur, del Nord Kivu e della Terra Santa, alle difficoltà tuttora vissute in Cina così come in molte regioni segnate da fondamentalismi religiosi e politici. Accanto allo sgomento e all’angoscia per la sorte di migliaia di persone abbiamo conosciuto commoventi testimonianze di pace e di perdono da parte di coloro che sono stati messi davvero in catene per Cristo, liberi di amare. Pensiamo che dietro a ogni missionario martire o ucciso o rapito o perseguitato vi sono le sofferenze costanti delle loro comunità, la precarietà della vita quotidiana, le minacce a molti umili testimoni del Vangelo missionarie specialmente laici e laiche, che non godono di mobilitazione di folle e di giornali e la cui difesa è spesso affidata alla sola voce di missionari e missionarie che condividono ogni piega di quelle situazioni, motivati solo dalla forza dell’amore. Esso chiede indubbia solidarietà con le comunità sofferenti, ma chiede anche a ciascuno di noi di realizzare nella preghiera, nel digiuno e nella vita l’intercessione (…).

http://www.operemissionarie.it/

La Parola che si fa Vita - IV Domenica di Quaresima


Parola che si fa Vita
Alcuni brani biblici a commento della Parola domenicale:
ci aiutano ad accoglierla come avvenimento di salvezza nella nostra vita.

Colossesi 1,13-23
Gesù ha rappacificato tutto e tutti nel suo sangue.

Giovanni 12,31-32
Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto.

Giovanni 8,25-36
Allora saprete: sarete veramente liberi.

Apocalisse 14-8
Lo vedranno anche quelli che lo trafissero.

AGENDA SETTIMANALE 22-29 MARZO 2009


Agenda SETTIMANALE
22 - 29 Marzo 2009
* * *
OGGI ore 15.00 - Incontro fidanzati
* * *
Martedì 24 - In catene per Cristo...
Giornata di Preghiera e Digiuno
in Memoria dei Missionari Martiri
ore 18.30 - Liturgia e adorazione
ore 21.00 - Consiglio affari economici

Mercoledì 25
Annunciazione del Signore
ore 18.30 - S. Messa

Giovedì 26, ore 18.30 - S. Messa
ore 21.00 - Incontri genitori Nazareth

Venerdì 27 - Giorno aliturgico
ore 18.30 - Via Crucis
ore 21.00 - Commissione liturgica
Preparazione della Settimana santa

Sabato 28
ore 18.30 - S. Messa in chiesa p.

Domenica V di Quaresima
Colletta straordinaria di Solidarietà
ore 18.30 - S. Messa in chiesa p.
Domenica 29Marzo
ore 9.00 - S. Messa in San Giorgio
ore 11.00 - S. Messa in chiesa p.
ore 16.30 - Incontro gruppo Nazareth

Una comunità che celebra - Domenica IV di Quaresima - 22 marzo 2009

GESU’, Figlio crocifisso, Amore che da Vita


Preghiera penitenziale

+ Pietà di noi, Signore.
- Contro di te abbiamo peccato.
+ Mostraci, Signore, la tua misericordia.
- E donaci la tua salvezza.
+ Dio onnipotente… - Amen!

Signore pietà! Cristo pietà! Signore pietà!

Preghiera dell’Assemblea

+ O Padre, ricco di misericordia e di fedeltà, mai ti stanchi di richiamare gli erranti a vera conversione. Nel tuo Figlio, innalzato sulla croce, ci guarisci dai morsi del maligno. Il tuo Spirito ci rinnovi e ci doni di corrispondere al tuo eterno e sconfinato amore.
Per il nostro Signore... Amen!

LITURGIA DELLA PAROLA

Dal secondo libro delle Cronache 36,14...16.19...23

In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà […]. Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora.
Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti [15b-19]. Il re (dei Caldèi) deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano [21]. Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa (25,11), il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”».
Parola di Dio.

Salmo responsoriale (136)

R/. Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.

Lungo i fiumi di Babilonia,là sedevamo e piangevamoricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terraappendemmo le nostre cetre.
Perché là ci chiedevano parole di cantocoloro che ci avevano deportato,allegre canzoni,
i nostri oppressori:«Cantateci canti di Sion!».
Come cantare i canti del Signorein terra straniera?Se mi dimentico di te,
Gerusalemme,si dimentichi di me la mia destra.
Mi si attacchi la lingua al palatose lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 2,4-10

Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio;
né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.
Parola di Dio.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito; chiunque crede in lui ha la vita eterna. Lode a te, o Cristo...!

+ Dal vangelo secondo Giovanni 3,14-21

[In quella notte Gesù rispose a Nicodèmo:] «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Parola del Signore.


Professione di Fede-Simbolo degli Apostoli

La Parola si fa Preghiera

+ Riconoscenti per il dono di Gesù, donato dal Padre per la salvezza di tutti, preghiamo insieme:
R./ Donaci la Vita, Signore!

- Per la Chiesa di Dio: annunci sempre l’unica salvezza del mondo nella croce di Cristo, preghiamo.

- Per i preti, ministri della misericordia: il sacramento della riconciliazione sia per tutti un'autentica esperienza del Signore che salva, preghiamo.

- Per i governanti: nelle scelte economiche tutelino i più deboli e più poveri, preghiamo.

- Per i credenti di ogni religione: cerchino con sincerità il bene nella luce della verità, preghiamo.

- Per gli esiliati, i profughi, gli stranieri: la lontananza dalla loro terra sia colmata dalla nostra solidarietà e accoglienza, preghiamo.

Dalla Parola all’Eucaristia

+ Ti ringraziamo, Padre, perché doni il tuo Figlio che ci fa rivivere in lui.
Nel pane e vino che ti presentiamo, ancora oggi, possiamo alzare lo sguardo a colui che ci salva con infinito amore, Gesù Cristo, nostro Signore. Amen!

Quaresima 2009 - Una Chiesa solidale con tutti


Carissimi, tutti stiamo vivendo questo momento estremamente critico per molti fratelli e per le loro famiglie. Non è solo un allarme che ci coglie di sorpresa, ma è una sofferenza che ci sta dinanzi e in parte ci fa già soffrire.
Tutte le Chiese diocesane, ciascuna per la sua parte e secondo le sue possibilità, si stanno mobilitando per far fronte ad una crisi che solo in parte conosciamo e in parte forse ci colpirà ancor più ferocemente.
Non abbiamo tempo da perdere!
Per questo motivo i vescovi della Conferenza Episcopale dell'Abruzzo e Molise si sono fatti carico di riflettere non solo (e lo hanno scritto apertamente nel loro documento datato 25 febbraio 2009), ma anche di prendere alcune iniziative per costituire un fondo di garanzia a favore delle famiglie più bisognose, che hanno problemi seri con mutui, rate, bollette, ecc.
In particolare le diocesi della provincia di Chieti, l'arcidiocesi Chieti-Vasto e l'arcidiocesi di Lanciano-Ortona, in comunione con tutte le diocesi italiane, hanno pensato di indire una colletta nella V domenica di Quaresima, esattamente il 29 marzo prossimo. Infatti l'osservatorio, che sarà organizzato, avrà le dimensioni della provincia. Ci stiamo già attrezzando per non arrivare in ritardo o per non risultare inadempienti.
Pertanto dispongo che i reverendi parroci si facciano carico di far conoscere per tempo ai loro parrocchiani questa iniziativa di carattere diocesano, sollecitando tutti ad esprimere al meglio il loro spirito di solidarietà. Tutto ciò che verrà raccolto in quella giornata sia portato in Curia arcivescovile per essere destinato al fondo di garanzia.
Esorto tutti ad accogliere con la massima serietà questo mio appello e a corrispondervi con la massima generosità. Il Signore vi ricompensi per ogni vostro gesto di carità.

Credetemi vostro aff.mo arcivescovo + Carlo Ghidelli